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Bouledogue francese: prezzo, carattere e colori

Facciamo chiarezza subito sui colori: le colorazioni esotiche come ad esempio il Bouledogue Francese Blu non sono ammesse dallo standard, spesso sono affette da patologie della pelle e altri gravi problemi di salute.

Per questo motivo nessun allevatore etico andrebbe a riprodurre soggetti che non possono avere pedigree ENCI/FCI in quanto meticci e poratori di geni recessivi.

Boulodegue francese: storia e orgini

Verso il 1870 si ottennero in Gran Bretagna dei Bulldog in miniatura, spesso con le orecchie erette. In seguito la razza inglese divenne parigina e oggi e ben allevata in tutto il mondo.

Parente degli antichi mastini e del Bulldog Inglese, è frutto della selezione francese di fine Ottocento effettuata nei quartieri popolari di Parigi su esemplari immigrati in Francia assieme alle ricamatrici di pizzo del Nottinghamshire.

Il bouledogue francese deriva dal Bulldog inglese, nella sua versione nana tendente a rizzare le orecchie.

Intorno al 1885 le signore francesi s’innamorarono di questo cagnolino e lo resero popolare. E’ facile vederlo ritratto nei quadri di Toulouse-Lautrec.

Ben presto il Bouledogue dalla Francia si diffuse negli Stati Uniti e poi in Inghilterra, quando re Edoardo VII ne acquistò un esemplare.

Diventò il cane dei forts des Halles (scaricatori, macellai, cocchieri ecc.) che conquistò artisti e aristocratici diffondendosi velocemente, grazie alle sue doti fisiche e caratteriali.

Il bouledogue francese ha un’indole amichevole e coraggiosa ed è visceralmente legato al suo compagno umano, capace di difenderlo con tenacia; nonostante ciò non è aggressivo ma amabile con tutti ed è adatto anche a vivere con i bambini.

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Bouledogue francese salute

Boulodegue francese: morfologia e standard

Il bouledogue francese è un piccolo molossoide dal corpo solido, muscoloso e massiccio, corto, con testa larga e quadrata con piccole pieghe e rughe simmetriche, fronte bombata.

Ha occhi tondi separati da un solco, stop molto accentuato muso corto, tartufo nero rivolto all’insù, orecchie erette larghe alla base e arrotondate in cima, occhi grandi tondi e scuri, sclera bunca non visibile.

Collo potente, coda naturalmente corta, dritta (ammessa arrotolata, spezzata, annodata, mediamente lunga), sempre portata sotto la linea orizzontale, pelo raso, fitto, morbido e lustro.

Il corpo del bouledogue francese è compatto e raccolto di questo cane è innscritto nel quadrato. La testa è larga è larga, quadrata, con muso largo e prognato e canna nasale corta.

Gli occhi sono grandi, globosi, lontani l’uno dall’altro, molto scuri. Le orecchie sono integre, di forma tipica (a pipistrello).

Il mantello ha pelo raso, fitto, brillante, nei colori tigrato (miscela di peli neri e rossi, con poco bianco) o pezzato (bianco con macchie tigrate) e anche interamente bianco. La coda è corta, inserita in basso, talvolta annodata.

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Standard di razza del bouledogue francese (FCI 101)

Aspetto generale: il bouledogue francese dovrebbe avere l’aspetto di un cane attivo, intelligente, muscoloso, di ossa pesanti, mantello liscio, di corporatura compatta e di struttura media o piccola. I punti dovrebbero essere ben distribuiti e avere una buona relazione l’uno con l’altro, nessuna caratteristica è così prominente per eccesso o mancanza di qualità da far apparire l’animale deformato o scarsamente proporzionato. Rispetto agli esemplari di sesso diverso, si dovrebbe tener conto delle femmine, che non presentano le caratteristiche della razza nella stessa misura marcata dei cani.

Taglia: una classe leggera sotto 221b. (10 kg); classe dei pesi massimi, 221b. e non più di 28 libbre. (10-13 kg).

Altezza al garrese: maschi da 27 a 35 cm; femmine da 24 a 32 cm; tolleranza: 1 cm al di sopra o al di sotto dei limiti previsti.

Peso: maschi: 9 – 14 Kg; femmine: 8 – 13 Kg; una tolleranza di 500 g in eccesso è consentita se il soggetto rientra bene nel tipo.

Cappotto e colore: i colori accettabili sono tutto tigrato, fulvo, bianco, tigrato e bianco e qualsiasi colore eccetto quelli che costituiscono la squalifica. La pelle deve essere morbida e sciolta, soprattutto sulla testa e sulle spalle, formando le rughe. Pelo moderatamente fine, brillante, corto e liscio.

Testa: la testa dovrebbe essere grande e quadrata. La parte superiore del cranio dovrebbe essere piatta ma leggermente arrotondata. Lo stop dovrebbe essere ben definito, provocando un incavo o un solco tra gli occhi.

Il muso deve essere ampio, profondo e ben obliquo; i muscoli delle guance sono ben sviluppati. Il naso dovrebbe essere estremamente corto; narici larghe con una linea ben definita tra di loro. Il naso e le mosche dovrebbero essere neri, tranne nel caso dei cani di colore più chiaro, dove è accettabile un colore più chiaro del naso.

Le mosche dovrebbero essere! spessa e larga, pende ai lati della mascella inferiore, incontra il labbro inferiore davanti e copre i denti che non dovrebbero essere visti quando la bocca è chiusa. La mascella inferiore dovrebbe essere profonda, quadrata, ampia, ‘prognatismo’ e ben rivolta verso l’alto.

Gli occhi dovrebbero essere ben distanziati, posizionati in basso nel cranio, il più lontano possibile dalle orecchie, di forma rotonda, di dimensioni moderate, né infossate né sporgenti e di colore scuro.

Niente haw e nessun bianco dell’occhio che mostra quando si guarda avanti. Le orecchie d’ora in poi saranno chiamate orecchio di pipistrello, larghe alla base, allungate, con la parte superiore rotonda, inserite alte nella testa, ma non troppo ravvicinate, e portate erette con l’orifizio in avanti. La pelle dell’orecchio è fine e morbida.

Collo: il collo deve essere spesso e ben arcuato, con la pelle flaccida alla gola.

Arti: anteriori Gli arti anteriori devono essere corti, robusti, diritti e muscolosi, ben distanziati.

Corpo: dovrebbe essere corto e ben arrotondato. Il dorso dovrebbe essere uno scarafaggio, con una leggera caduta dietro le spalle. Dovrebbe essere forte e corto, largo alle spalle e restringente ai lombi. Il petto, largo, profondo e pieno, ben costolato con il ventre retratto.

Zampe posteriori: devono essere forti e muscolose, più lunghe degli anteriori, in modo da sollevare i lombi sopra le spalle. Garretti ben discesi. I piedi devono essere di dimensioni moderate, compatti e ben fissati. Dita compatte, ben divise, con nocche alte e unghie corte e tozze; piedi posteriori leggermente più lunghi degli anteriori.

Coda: deve essere diritta o avvitata (ma non riccia), corta, a V bassa, radice spessa e punta fine; portato basso nel riposo.

Squalifiche: diverso dalle orecchie di pipistrello; bianco e nero, nero focato, fegato, blu/grigio o nero solido (nero significa senza alcuna traccia di tigrato); occhi di colore diverso; naso diverso dal nero tranne nel caso dei cani di colore più chiaro, dove è accettabile un colore più chiaro del naso; labbro leporino; qualsiasi mutilazione; oltre 12,7 kg di peso.

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Colori non amessi dallo standard e non riconosciuti da FCI e dal club CBF

Le colorazioni esotiche e/o varianti dallo standard non ammesse sono:

  • Nero (mantello completamente nero senza la presenza di striature fulve);
  • Nero focato (Black & Tan, tipo il Rottweiler, chiamato Tricolor se ha il petto e collo bianchi);
  • Blue (diluizione del colore nero, tipo il Weimaraner) in tutte le sue tonalità e combinazioni;
  • Cioccolato (chocolate, marrone, tipo il Labrador);
  • Merle (mantello diluito con pezzature scure, tipico del Pastore Australiano);
  • Lilac (una derivazione del blu e del cioccolato);
  • Black e Tan incrociato col cioccolato o col lilac.

https://www.enci.it/media/6227/101.pdf

http://www.fci.be/en/nomenclature/FRENCH-BULLDOG-101.html

Bulldog francese: carattere e stile di vita

Bouledogue francese: carattere e stile di vita

Il bouledogue francese è un cane cordiale, docile, paziente e molto attento, quindi anche facilmente addestrabile.

Il bouledogue francese è un comagno inseparabile, con un ottimo carattere adatto anche a vivere in appartamento perchè abbaia solo se è vermante necessario, e fa buona guardia.

Molto affettuoso con il suo padrone, lo segue ovunque con gioia e curiosità, adattandosi bene a ogni circostanza.

Il bouledogue francese è adattissimo a vivere con i bambini ed è instancabile nel gioco ma è perfetto anche per chi non ha mai avuto cani perché è molto adattabile, impara velocemente e non è un attaccabrighe, pur essendo coraggioso.

Il suo corpo muscoloso, la sua eleganza, brio e agilità lo rendono inoltre portato per l’Agility Dog.

Bouledogue francese: salute e cure

Come per tutte le razze di piccola taglia, soggetti mal selezionati sono più portati a lussazione del ginocchio, oltre che a problemi cardiaci e oculopatia.

Bisogna curare particolamente la sua alimentazione perché questo cane non deve ingrassare né essere troppo magro, onde evitare disturbi respiratori.

Ha una decisa tendenza al sovrappeso. I cani adulti dovrebbero essere nutriti con una dieta equilibrata, con poche calorie se il cane inizia a ingrassare troppo.

Il mantello necessita solo di spazzolatura occasionale, una volta alla settimana circa, per rimuovere i peli morti. La perdita di pelo non è eccessivo.

Le rughe del viso, così come le rughe intorno alla coda, dovrebbero essere esaminate, pulite e asciugate quotidianamente.

Bouledogue francese: scheda anagrafica

  • Razze: Bouledogue Français, Bouledogue Francese, French Bulldog;
  • Origine: Gran Brestagna
  • Nazionalità: Francia;
  • Peso medio: 8-13 Kg le femmine; 9 – 14 Kg i maschi;
  • Altezza al garrese: 24-32 cm le femmine; 27-35 cm i maschi;
  • Colori ammessi: fulvo (da chiaro a carico, con o senza mascherina nera preferibile, con o senza macchie bianche), bringé (fulvo con striature trasversali, con o senza mascherina, con o senza estese macchie bianche), soggetti totalmente bianchi ammessi;
  • Età media: 10-12 anni;
  • Attitudine: compagnia, guardia, difesa;
  • Temperamento: docle, attivo, fedele, intelligente, testardo, intrepido, socievole, accomodante;
  • Codice FCI 101;
  • Gruppo 9 – Cani da compagnia;
  • Sezione 11A – Molossoidi di piccola taglia;
  • Varietà: senza macchie bianche estese (A), con macchie bianche estese (B).

Bouledogue francese caratteristiche

Boulodegue francese: riproduzione selezionata

  • Età minima per conseguire i requisiti: 18 mesi;
  • Qualifica morfologica minima maschio: eccellente in speciale o raduno;
  • Qualifica morfologica minima femmina: eccellente in speciale o raduno;
  • Patologia 1: displasia della rotula: 1° unilaterale;
  • Patologia 2: assenza di malattie oculari.
Cheratite pigmentosa nel cane: cause, diagnosi e cure

Cos’è la cheratite pigmentosa ? La cheratite pigmentosa si riferisce a una decolorazione brunastra-nera della superficie dell’occhio, causata dalla deposizione di granuli di melanina pigmentata.

Ciò è probabilmente dovuto alla loro conformazione facciale, nonché a fattori genetici.

Quali sono le cause della cheratite pigmentosa?

La cheratite pigmentosa è causata da irritazione cronica o infiammazione dell’occhio. Quando si verifica questa infiammazione cronica, i granuli di melanina possono essere depositati negli strati profondi della cornea.

Le cause comuni di infiammazione oculare che possono provocare cheratite pigmentosa includono malattie della palpebra, come entropion (palpebra arrotolata verso l’interno), ectropion (palpebra arrotolata verso l’esterno), ciglia anormali o tumori della palpebra.

Ognuna di queste anomalie palpebrali può causare traumi cronici alla superficie dell’occhio. La cheratite pigmentosa può anche essere vista in associazione con la cheratocongiuntivite secca (KCS) o l’occhio secco.

In questi soggetti, una scarsa produzione di lacrimazione porta all’infiammazione cronica degli occhi. Riflessi delle palpebre anormali possono essere visti nei cani affetti, poiché la loro incapacità di proteggere e lubrificare adeguatamente l’occhio porta a un’infiammazione cronica.

Alcuni cani avranno una storia di ulcere corneali croniche o ripetute dovute ad altre cause, o una storia di precedenti interventi chirurgici alla cornea.

In alcuni casi, non è possibile identificare alcuna causa sottostante. In altri casi, anche dopo che la causa sottostante è stata affrontata, il pigmento continua a formarsi. Questi fattori suggeriscono una componente genetica di questa condizione.

La cheratite pigmentosa è più comune nelle razze di cani brachicefalici, come il Carlino, Boxer, Bulldog Inglese e Bouledogue Francese.

Quali sono i segni clinici della cheratite pigmentosa?

I cani con cheratite pigmentosa hanno un deposito visibile di pigmento all’interno della cornea. L’aspetto di questa pigmentazione può variare da deboli punti marroni a fitte macchie nere che possono oscurare la visione.

La cheratite pigmentosa può spesso essere osservata dai proprietari in condizioni di illuminazione normali, tuttavia alcuni casi vengono rilevati solo a un esame più attento.

Come viene diagnosticata la cheratite pigmentosa?

La cheratite pigmentosa può in genere essere diagnosticata dal veterinario durante un esame fisico di routine.

Il veterinario può utilizzare un oftalmoscopio (o un’altra fonte di luce) per esaminare la superficie della cornea e valutare altri problemi oculari concomitanti.

Una volta diagnosticata la cheratite pigmentaria, il veterinario inizierà il processo di diagnosi della causa alla base della condizione.

Il tuo veterinario esaminerà da vicino gli occhi, le palpebre e i riflessi oculari del tuo cane per cercare anomalie che potrebbero irritare la superficie dell’occhio.

Il tuo veterinario può eseguire uno Schirmer Tear Test per valutare la produzione di lacrime del tuo cane, oltre a una macchia di fluoresceina per escludere ulcere corneali. In alcuni casi, il tuo veterinario può indirizzare il tuo cane a un oftalmologo per un esame più avanzato.

Come viene trattata la cheratite pigmentaria?

Il trattamento della cheratite pigmentosa è diretto a trattare la causa sottostante. Se la causa alla base dell’infiammazione può essere identificata e corretta, potrebbe essere possibile arrestare la deposizione di ulteriore pigmento della cornea.

In caso di anomalie palpebrali, come entropion, ectropion, anomalie delle ciglia o tumori palpebrali, è spesso necessaria una correzione chirurgica.

Le procedure chirurgiche utilizzate nella gestione delle anomalie palpebrali sono progettate per ripristinare il normale contorno palpebrale e ridurre ulteriori traumi alla cornea.

Il trattamento della cheratite pigmentosa comporta quasi esclusivamente affrontare la causa sottostante dell’infiammazione cronica.

In caso di cheratocongiuntivite secca (KCS) o occhio secco, vengono utilizzati farmaci per favorire la produzione di lacrime. Le lacrime artificiali possono anche essere utilizzate per aiutare la lubrificazione dell’occhio.

Le regioni pigmentate dell’occhio vengono raramente rimosse chirurgicamente, a causa dei rischi associati a questo intervento chirurgico. In alcuni casi possono essere utilizzati farmaci, sebbene i risultati siano variabili.

Nella maggior parte dei casi, la cheratite pigmentosa non può essere completamente invertita. Il pigmento può schiarirsi nel tempo, ma è raro che i depositi pigmentati sulla cornea si risolvano completamente.

Nei casi di cheratocongiuntivite secca, tuttavia, il ripristino di un film lacrimale appropriato può consentire la completa risoluzione delle discromie.

Epilessia nel cane: cause. sintomi e cure

L’epilessia è una malattia del cervello caratterizzata da convulsioni ricorrenti senza una causa nota o da lesioni cerebrali anormali (lesioni o malattie cerebrali). In altre parole, il cervello sembra essere normale ma funziona in modo anormale.

Una crisi è un improvviso aumento dell’attività elettrica del cervello che causa segni quali spasmi, tremori, tremori, convulsioni e / o spasmi.

Quali sono le cause dell’epilessia nel cane e nel gatto?

La causa esatta dell’epilessia è sconosciuta, ma in molte razze si sospetta una base genetica, tuttavia non esistono test genetici che si possono eseguire sui genitori dei cuccioli.

Le razze che hanno un tasso più elevato di epilessia includono Beagle, Bovaro del Bernese, Border Collie, Boxer, Cocker Spaniel, Collie, Bassotto, Golden Retriever, Setter irlandesi, Wolfhound irlandesi, Keeshonds, Labrador Retriever, Barboncino, San Bernardo, Pastore Tedesco, cane da pastore scozzese Shetland, Siberian Huskies, Springer Spaniel, Welsh Corgis e Fox Terrier a pelo duro.

L’epilessia è piuttosto comune nei cani e rara nei gatti.

Epilessia nel cane: quali sono i sintomi?

Le convulsioni possono variare nell’aspetto e possono essere focalizzate (interessano solo una parte del corpo o generalizzate).

Le crisi generalizzate sono più comuni e sono spesso caratterizzate da un irrigidimento del collo e delle gambe, inciampare e cadere, masticazione incontrollabile, sbavando, remare degli arti, perdita del controllo della vescica, defecazione, vocalizzi e violenti tremori e tremori.

Le convulsioni possono durare da pochi secondi a pochi minuti, in media circa 30-90 secondi, e l’animale è in genere inconsapevole dell’ambiente circostante durante questo periodo.

Successivamente, l’animale può apparire confuso, disorientato, stordito o assonnato; questo è chiamato il periodo post-ictale .

Prima del sequestro, anche molti animali domestici sperimenteranno lo stadio dell’aura ; questo è caratterizzato dal fatto che l’animale appare ansioso, spaventato o stordito, come se l’animale potesse percepire una crisi imminente. Si stima che fino al due percento di tutti i cani avrà un attacco durante la loro vita.

Come viene diagnosticata l’epilessia nel cane?

L’epilessia è una diagnosi di esclusione; la diagnosi di epilessia viene fatta solo dopo che tutte le altre cause di crisi sono state escluse. Vengono eseguiti un’accurata anamnesi e un esame fisico, seguiti da test diagnostici come esami del sangue e delle urine e radiografie (raggi X).

A seconda dei risultati del test iniziale, possono essere raccomandati test aggiuntivi come gli acidi biliari, il test del liquido cerebrospinale (CSF), la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (MRI).

Qual è il trattamento dell’epilessia nei cani?

Gli anticonvulsivanti (farmaci antiepilettici) sono il trattamento di scelta per l’epilessia. Ci sono diversi anticonvulsivanti comunemente usati e una volta iniziato il trattamento, probabilmente continuerà per tutta la vita. L’interruzione improvvisa di questi farmaci può causare convulsioni.

Il rischio e la gravità delle crisi future possono essere peggiorati interrompendo e riprendendo i farmaci anticonvulsivanti.

Il rischio e la gravità delle crisi future possono essere peggiorati interrompendo e riprendendo i farmaci anticonvulsivanti. Pertanto, il trattamento anticonvulsivante è prescritto solo se viene soddisfatto uno dei seguenti criteri:

  • Più di una crisi al mese: sarà necessario registrare la data, l’ora, la durata e la gravità di tutti gli episodi al fine di determinare la necessità di farmaci e la risposta al trattamento.
  • Gruppi di convulsioni: se il tuo animale domestico ha gruppi o “grappoli” di convulsioni (una crisi dopo l’altra in un periodo di tempo molto breve), la condizione può progredire allo stato epilettico, una condizione pericolosa per la vita caratterizzata da una crisi convulsiva costante e senza fine che può durare per ore. Lo stato epilettico è un’emergenza medica.
  • Convulsioni gravi o gravi: episodi convulsivi prolungati o estremamente violenti. Questi possono peggiorare nel tempo senza trattamento.

Il fenobarbital è un comune farmaco antiepilettico usato nei cani e di solito viene somministrato due volte al giorno.

Programmi di dosaggio irregolari (incluso l’inizio e poi l’interruzione del farmaco, o dimenticarsi di somministrare pillole che causano fluttuazioni dei livelli ematici) possono predisporre il tuo animale domestico a convulsioni più frequenti o più violente, quindi è importante somministrare il farmaco in tempo.

Quando si inizia questo farmaco, i livelli di fenobarbital vengono misurati tramite campioni di sangue ogni due o quattro settimane fino a quando non viene determinato il dosaggio corretto.

Una volta determinata la dose terapeutica per il tuo animale domestico, i livelli ematici di fenobarbital e i test di funzionalità epatica dovranno essere monitorati almeno ogni sei mesi per garantire che i livelli di fenobarbital rimangano entro l’intervallo terapeutico (cioè che non diventino pericolosamente alti o bassi) e che non ci sono segni di problemi al fegato.

Gli ultimi studi medici hanno evidenziato una maggiore predisposizione per le razza idrocefale.

Nel caso in cui i livelli ematici di fenobarbital diventino troppo alti, può svilupparsi un’insufficienza epatica, che può portare alla morte. Se i livelli sono troppo bassi, le crisi non saranno controllate.

Possono essere utilizzati farmaci aggiuntivi come il bromuro di potassio o farmaci antiepilettici umani più recenti come zonisamide (marchio Zonegran®) o levetiracetam (marchio Keppra® ). Il tuo veterinario determinerà il piano di trattamento adeguato per le condizioni del tuo animale domestico.

Qual è la prognosi per un animale domestico con epilessia?

La maggior parte dei cani sta bene con i farmaci antiepilettici e può riprendere uno stile di vita normale. Alcuni pazienti continuano a sperimentare crisi epilettiche periodiche.

Molti cani richiedono aggiustamenti occasionali dei farmaci e alcuni richiedono l’aggiunta di altri farmaci nel tempo.

Idrocefalo nelle razze toy, scopri quelle pià a rischio

Al mio cucciolo è stato diagnosticato l’idrocefalo!

L’idrocefalo è una condizione in cui il liquido cerebrospinale si accumula nel cranio di un cane, esercitando una pressione sul cervello. A volte viene anche definito “acqua nel cervello

È una condizione grave che può provocare danni permanenti al cervello o la morte.

L’idrocefalo è spesso congenito, il che significa che è presente alla nascita e alcune razze hanno una predisposizione alla condizione, in particolare le razze di cani di piccola taglia.

I casi lievi a volte sono curabili con i farmaci, ma i cuccioli nati con questa condizione vengono spesso sottoposti a eutanasia perché la chirurgia è costosa. Se vedi i segni di idrocefalo in un cane o un cucciolo, devi consultare immediatamente il veterinario.

L’idrocefalo (dal greco, che significa acqua nel cervello), è un eccesso di liquido cerebrospinale (CSF) che è fuoriuscito all’interno del cranio, portando a gonfiore del cervello.

Il CSF è il fluido che circonda il cervello e il midollo spinale, fornendo sia nutrienti che protezione. L’accumulo di CSF può verificarsi nel cervello se il flusso o l’assorbimento di CSF è bloccato o se il corpo produce una quantità eccessiva di CSF.

Ciò porta ad un aumento della pressione all’interno del cranio che preme sui tessuti cerebrali sensibili. L’aumento della pressione intracranica può portare a danni cerebrali permanenti e irreversibili e alla morte.

Cosa causa l’idrocefalo nei cani?

Esistono due tipi principali di idrocefalo nei cani: congenito (presente alla nascita) e acquisito.

L’idrocefalo congenito è un difetto congenito più spesso associato a un cranio a forma di cupola (a volte indicato come “testa d’acqua” o “testa di mela”), una grande fontanella (“punto molle”) sulla parte superiore del cranio e occhi che appaiono guardare verso il basso (chiamato “segno del sole al tramonto”).

I cani affetti potrebbero non avere segni clinici evidenti, specialmente quando sono molto giovani. I segni clinici associati all’idrocefalo congenito includono deambulazione anormale o spastica, cambiamenti nel comportamento, volteggiare in circolo o cadere su un lato e incapacità di allenarsi o apprendere i comandi di base.

È importante notare che non tutti i cuccioli con fontanelle grandi svilupperanno l’idrocefalo.

L’idrocefalo acquisito si sviluppa quando il flusso del liquido cerebrospinale è bloccato o alterato da infezione, tumore o gonfiore. La causa più comune di idrocefalo acquisito è un tumore al cervello.

I segni clinici sono simili a quelli dell’idrocefalo congenito e includono cambiamenti nel comportamento o nell’allenamento, giri in circolo, pressione della testa (un termine usato per premere la testa contro un muro o un’altra struttura), svogliatezza, perdita della vista, stimolazione, irrequietezza e convulsioni.

Alcune razze hanno maggiori probabilità di sviluppare l’idrocefalo?

Le razze piccole, in miniatura e giocattolo sembrano essere più colpite. Queste razze, così come i cani brachicefali (quelli con i musi più corti), includono il Boston Terrier, il Chihuahua, il Bulldog inglese, il Bulldog Francese, il Manchester Terrier, il Pechinese, il Barboncino Toy e lo Yorkshire Terrier.

Come viene diagnosticata l’idrocefalo?

Nei cuccioli giovani, una grande fontanella e segni clinici compatibili con l’idrocefalo sono di solito tutto ciò che è necessario per fare una diagnosi presuntiva.

Le valutazioni ecografiche attraverso la fontanella possono rivelare ventricoli cerebrali dilatati o ingranditi (aree aperte in ciascuna metà del cervello).

Per diagnosticare l’idrocefalo, è possibile utilizzare anche scansioni cerebrali mediante tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica per immagini (MRI). In caso di sospetto idrocefalo acquisito, è necessaria una TC o una RM per fare una diagnosi definitiva.

L’elettroencefalografia (EEG), che comporta il collegamento di sensori elettrici sulla testa in più posizioni, può essere utilizzata anche per diagnosticare l’idrocefalo.

Come viene trattato l’idrocefalo?

Nella fase acuta o nelle prime fasi dell’idrocefalo, il trattamento è diretto a ridurre la produzione e l’infiammazione di CSF utilizzando corticosteroidi (steroidi, come cortisone o prednisone).

Nei casi più gravi o cronici, saranno necessari farmaci antiepilettici e farmaci come furosemide, acetazolamide e omeprazolo possono essere utili ai cani affetti.

Nelle fasi acute o iniziali dell’idrocefalo, il trattamento è diretto a ridurre la produzione e l’infiammazione del liquor utilizzando corticosteroidi.

La chirurgia per posizionare un tubo che va dagli spazi aperti nel cervello all’addome (shunt ventricolo-peritoneale) può essere eseguita presso alcuni insegnamenti veterinari o ospedali specializzati.

Le percentuali di successo fino all’80% sono riportate nei casi trattati precocemente. Rischi considerevoli e potenziali complicazioni sono associati a questa procedura, quindi assicurati di discutere a fondo i benefici ei rischi degli shunt con il tuo veterinario.

Per l’idrocefalo acquisito, la terapia si concentra sul trattamento della causa sottostante e può variare dai farmaci alla chirurgia alla radioterapia.

I cani con idrocefalo congenito dovrebbero essere allevati?

Assolutamente no!. Poiché l’idrocefalo congenito è un difetto congenito, entrambi i genitori non dovrebbero essere accoppiati.

Qual è la prognosi per i cani con idrocefalo?

In generale, l’idrocefalo nei cani è una condizione grave, spesso pericolosa per la vita. L’esito previsto per l’idrocefalo dipende dalla sua durata e gravità.

I cuccioli con idrocefalo congenito possono andare bene dopo il posizionamento dello shunt se non si sono verificati gravi danni cerebrali.

I cani con idrocefalo acquisito hanno una prognosi peggiore a causa della probabilità di un tumore sottostante o di un’infezione come l’encefalite (infiammazione del cervello).

Il tuo veterinario discuterà la prognosi e le opzioni di trattamento del tuo animale domestico in base alle sue condizioni individuali.

Cerchi un cucciolo di razza? Scopri come scegliere l'allevatore giusto!

Il primo anno di vita, rappresenta per un cane il periodo più importante per il suo sviluppo fisico e psichico.

Durante questi primi mesi il cucciolo dovrà essere adeguatamente nutrito, curato ed educato; inoltre, andrà tenuto sotto costante controllo veterinario, poiché questo è il periodo più critico dal punto di vista sanitario.

Sarà quindi utile intraprendere un adeguato programma di medicina preventiva che comprenda gli interventi vaccinali contro le malattieinfettive, i trattamenti antiparassitari contro zecche, pulci e acari, i trattamenti antielmintici per i vermi e la profilassi per la filariosi cardiopolmonare là dove esista il rischio di questa malattia.

Se il cucciolo non viene adeguatamente protetto dalle vaccinazioni e dagli altri interventi profilattici, è consigliabile non esporlo al pericolo di contagio, evitando quindi di portarlo in luoghi dove siano presenti altri cani, come parchi pubblici, pensioni per animali ecc.

Il veterinario deve essere messo a conoscenza di tutte le informazioni relative al cucciolo che deve visitare e, quindi, è bene che il cane venga accompagnato alla visita dal suo proprietario (ciò contribuirà anche a tranquilizzarlo).

Dove acquistare un cucciolo di razza?

Dovrebbe essere scontato, ma oggi ancora tanta gente non capisce cosa si nasconde dietro alla selezione seria di una razza!

Un cucciolo di razza va acquistato solo da un allevamento autorizzato (amatoriale o professionale) che rilascia ricevuta fiscale o fattura, meglio se con autorizzazione sanitria ASL della regione in cui risiede.

Purtroppo ancora tanta gente oggi pensa che allevare sia un hobby quindi chiunque possa improvvisarsi in questa attività, dalla mattina alla sera semplicemente accoppiando due cani e far nascere cuccioli senza preparazione e tanta improvvisazione!

Che sia chiaro a tutti, allevare seriamente è un lavoro che occupa 365 giorni l’anno, una professione che richiede tempo, studio della razza e delle linee di sangue e tanti sacrifici. Non ci si improvvisa allevatori dall’oggi al domani solo perchè si è fatta la cucciolata con il proprio cane.

L’allevatore studia per anni linee di sangue, il tipo di alimentazione, la gestione del cucciolo e vi seguirà fino all’ultimo giorno di vita del suo cucciolo perchè allevare significa in primis amare e rispettare gli animali e in secondo luogo educare chi prende un suo cucciolo.

Un cane di razza, che sia di piccola, media o grande taglia si cerca e si acquista esclusivamente da un allevatore che seleziona una sola razza, con affisso ENCI e magari con autorizzazione sanitaria AUSL.

I cani di razza sono tutelati dalla legge e ogni cessione deve essere tracciata con applicazione del microchip da parte dell’allevatore, una cessione dalla propria anagrafe canina alla vostra, il pedigree del cucciolo, i test genetici sulle patologie ereditarie della razza e un contratto di cessione dove siano indicate le garanzie previste per legge.

Ultimo ma non meno importante l’allevatore vi deve rilasciare dichiarazione con ricevuta privata o fattura che attesti la vendita del cucciolo.

Oggi giorno la rete è piena di annunci di cuccioli di privati o pseudo allevatori che chiedono acconti per prenotare un loro cucciolo senza che ancora siate stati a vedere la realtà dove nascono i cuccioli, la mamma, la pulizia dell’allevamento.

Spesso le truffe online hanno lo stesso comune denominatore: quando chi mette in vendita un cucciolo o chiede un’acconto di prenotazione non passa attraverso un bonifico perchè tracciabile ma esclusivamente su ricariche PostePay.

In questa situazione non siete difronte a un allevatore serio ma probabilmente siete finiti da un commerciante o trafficante di cuccioli che compra cuccioli a poche decine di euro dall’est europa (le famose Puppymills) e li rivende a negozi o altri allevatori.

Non fate MAI pagamenti anticipati su PostePay o altre ricaricabili non tracciabili per prenotare un cucciolo!

Come capire se un allevatore è serio?

Se seguirai i consigli di questo articolo, difficilmente resterai truffato e capirai che essere informati su un cane di razza e cosa chiedere sia molto importante per capire se difronte ti trovi un allevatore serio oppure un trafficante di cuccioli.

  1. Un allevatore serio non avrà problemi a mostrare la propria struttura, i propri cani e la salute dell’ambiente in cui nascono i cuccioli, un allevatore serio non ti consegna il cucciolo al casello dell’autostrada, al bar o in un parcheggio!
  2. Un allevatore serio ti mostra ancora prima di ogni tua decisione tutta la documentazione dei genitori sia per la parte genealogica (pedigree) che per quanto riguarda i controlli sulle patologie ereditarie della razza. Non ti tiene nascosto nulla, non ti racconta che le vedrai solo dopo la prenotazione o l’acquisto (questo è il comportamento dei cagnari) che poi non vedrai MAI!
  3. Chiedi il microchip o il LOI dei genitori (numero di iscrizione al Libro delle Origini Italiane ENCI) e anche una persona inesperta, attraverso il sito ENCI, può controllare se realmente quello che ti dicono corrisponde alla verità.
  4. Chiedi se il cucciolo viene ceduto con il libretto sanitario dove vengono riportate sopra dal veterinario referente tutte le sverminazioni e le vaccinazioni.
  5. Chiedi la copia dei pedigree dei genitori
  6. Chiedi una copia dei controlli sulla salute dei genitori in base alla razza
  7. Chiedi a che età vengono consegnati i cuccioli (per legge minimo 60 giorni) meglio ancora 90 giorni
  8. Chiedi sempre una ricevuta fiscale o fattura
  9. Chiedi prima di tutto questo, sempre una visita in allevamento, non prenotare cuccioli online e non lasciare caparre su postepay, usa sempre e solo bonifici tracciabili.

Molti personaggi raccontano di avere affisso ENCI, quindi puoi controllare attraverso questa pagina https://www.enci.it/allevatori/allevatori-con-affisso scegliendo la razza e la regione, se quello che vi dicono è la verità.

Allevatori con Affisso ENCI

Se hai dubbi puoi sempre contattare la nostra redazione che svolgerà per te, a titolo gratuito, tutti i controlli !

Il microchip identificativo

Un’altra forma di vendita illegale è rappresentata dal traffico illecito di animali da compagnia, che la legge considera un vero e proprio reato (Legge n. 201/2010, art. 4).

È il caso degli animali provenienti da Paesi esteri e introdotti in Italia privi di identificazione individuale (microchip) e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale.

Il microchip è un minuscolo chicco di riso che deve essere inserito tra il collo e la scapola di ogni cucciolo, per legge entro 30 giorni dalla nascita e deve essere registrato all’anagrafe canina o AUSL di residenza dell’allevatore.

Se ti consegnano un cucciolo senza microchip, dicendoti che lo puoi mettere tu dal tuo veterinario stai commettendo un reato perseguibile a livello amministrativo.

Ogni spostamento del cucciolo deve essere tracciabile: dall’allevatore al nuovo proprietario e da un privato ad un’altro privato.

Anche in questo caso, per chi compie il reato allo scopo di ricavarne un ingiusto profitto, sono previste sanzioni, che comprendono la reclusione fino a un anno.

Chi vende animali da compagnia dovrebbe svolgere questo lavoro in maniera seria e rispettando la legge. Ma anche chi compra dovrebbe assumere prima tutte le necessarie informazioni per non rischiare di alimentare un mercato illegale, ma soprattutto per avere la sicurezza di poter convivere con un animale sano ed equilibrato.

Il pedigree ENCI (FCI), l’unico riconosciuto in Italia

Ti sentirai dire che i cuccioli sono di razza perchè i genitori sono puri, ma tanto non serve a un privato, non fai esposizioni, senza pedigree costa molto meno: con pedigree costa 1.500, senza 700 !

Il pedigree è l’albero genealogico del tuo cucciolo, ti informa su chi sono veramente i genitori, nonni, bisnonni e trisnonni. Riporta i dati dell’allevatore e i dati dei genitori del cucciolo oltre ad eventuali titoli di bellezza conseguiti.

Il pedigree ha un costo irrisorio, una parte viene pagata dall’allevatore 25 € e una parte dal nuovo proprietario (25 €) quando lo ritira dalla delegazione ENCI della sua città di residenza. A

Alla fine si tratta di 50 euro che fanno la differenza tra un cane di razza e un meticcio senza identità e storia.

Per chi non lo sapesse, la legge vieta la vendita di cani spacciati “di razza” senza certificato genealogico!

Il decreto legislativo n. 529/92 stabilisce che non è consentita, in nessun caso, la commercializzazione di animali senza pedigree come “animali di razza”.

In sostanza, non è illegale vendere un cane o un gatto senza pedigree, ma lo è venderli come animali “di razza”, quindi indicati nel contratto di vendita come simil-razza o meticci.

Chi può emettere un pedigree in Italia?

In Italia l’unico ente autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forstali è l’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) con sede a Milano e delegazioni o gruppi cinofili in ogni provincia.

Sia l’ENCI per l’Italia che ogni kennel nazionale estero sono membri della F.C.I. (Fédération Cynologique Internationale) e per ogni nazione esiste solo un ente autorizzato.

Chi può emettere un pedigree all’estero?

Fantomatiche associazioni che non fanno parte della F.C.I. non possono emettere pedigree, ma quello che vi consegneranno saranno solo documenti falsi che non hanno un valore legale e genetico quindi carta straccia (elenco dei 99 membri della FCI).

Visto che molti traffici illeciti di cuccioli dall’est europa arriva dalla Romania (Asociatia Chinologica Romana), Slovacchia (Slovenska Kynologicka Jednota) e Repubblica Ceca (Ceskomoravská Kynologická Unie), sul sito della FCI potete verificare se il pedigree che vi fanno vedere è autentico oppure carta straccia!

Ogni pedigree originale deve avere riportato sopra il logo del kennel nazionale e quello della FCI!

Come si ottiene un pedigree in Italia?

Il pedigree di ogni singolo cucciolo viene richiesto dall’allevatore presso la propria delegazione di residenza attraverso due moduli che vanno depositati in un periodo ben preciso.

Deposito del DNA: dal 01 gennaio 2019 è obbligatorio al deposito del Modello A, il deposito del campione biologico (DNA) presso un laboratorio accreditato ENCI per questi soggetti:

  1. riproduttori ammessi alla riproduzione selezionata;
  2. stalloni che hanno prodotto più di 5 cucciolate e relativa femmina utilizzata
  3. stalloni usati in inseminazione artificiale;
  4. stalloni esteri in Italia in stazione di monta;
  5. campioni nazionali, internazionali ed esteri di bellezza e/o di lavoro

Elenco dei laboratori riconosciuti dall’ENCI per il deposito del campione biologico

Modella A: viene depositato dall’allevatore entro 25 giorni dalla nascita dei cuccioli in cui viene riportato l’accoppiamento dei genitori con relativo pedigree (LOI) e il numero dei cuccioli nati, oltre alla locazione dei cuccioli per un eventuale controllo ENCI.

Modello B: deve essere depositato dall’allevatore entro 90 giorni dalla nascita del cuccioli, per ogni singolo cucciolo che deve corrispondere al numero dichiarato nel modello A (ma i furbi che infilano cuccioli di altri in mezzo alla propria cucciolata ci sono sempre).